Un linguaggio visivo tra inconscio e rivelazione
Logo Restyle, dall’identità al simbolo
Il restyling dell’Istituto Hoffman nasce dalla volontà di trasformare un’identità già riconoscibile in un sistema visivo capace di raccontare meglio la natura del percorso Hoffman: esplorazione, trasformazione e ricerca del Sé.
Siamo partiti dal logotipo esistente, conservandone alcuni tratti identitari ma alleggerendone la costruzione. Le lettere vengono ridisegnate attraverso geometrie più sottili, aperture e interruzioni: il segno perde peso, acquista spazio e lascia entrare qualcosa di nuovo.
All’interno del logotipo abbiamo introdotto un monogramma costruito geometricamente sulla H, trasformandola in un segno autonomo. Le sue linee si incontrano con una forma circolare centrale, creando una figura che può essere letta in modi diversi: individuo, relazione, equilibrio, attraversamento.
Una forma volutamente aperta all’interpretazione, perché anche il percorso Hoffman lavora sulla possibilità di osservare ciò che conosciamo da prospettive differenti.
Il cerchio diventa inoltre un elemento vivo dell’identità. Attraversato dal gradiente Hoffman, passa dal segno alla materia, dalla geometria alla percezione.
Un’identità che parte da una forma conosciuta per aprirsi alla trasformazione.
Identità Visiva
Il restyling dell’Istituto Hoffman nasce dalla volontà di trasformare un’identità già riconoscibile in un sistema visivo capace di raccontare meglio la natura del percorso Hoffman: esplorazione, trasformazione e ricerca del Sé.
Siamo partiti dal logotipo esistente, conservandone alcuni tratti identitari ma alleggerendone la costruzione. Le lettere vengono ridisegnate attraverso geometrie più sottili, aperture e interruzioni: il segno perde peso, acquista spazio e lascia entrare qualcosa di nuovo.
All’interno del logotipo abbiamo introdotto un monogramma costruito geometricamente sulla H, trasformandola in un segno autonomo. Le sue linee si incontrano con una forma circolare centrale, creando una figura che può essere letta in modi diversi: individuo, relazione, equilibrio, attraversamento.
Una forma volutamente aperta all’interpretazione, perché anche il percorso Hoffman lavora sulla possibilità di osservare ciò che conosciamo da prospettive differenti.
Il cerchio diventa inoltre un elemento vivo dell’identità. Attraversato dal gradiente Hoffman, passa dal segno alla materia, dalla geometria alla percezione.
Un’identità che parte da una forma conosciuta per aprirsi alla trasformazione.
Identità Visiva
Dare un colore alla trasformazione
La nuova identità cromatica nasce dalla stessa idea: rappresentare visivamente un processo interiore che cambia, evolve e attraversa stati differenti.
Abbiamo costruito una palette intorno a ciano, azzurro, rosa, bianco e nero, affiancando ai colori pieni un sistema di gradienti che diventa uno degli elementi più riconoscibili dell'universo Hoffman.
Il colore smette così di essere semplicemente applicato e comincia a muoversi.
Il ciano incontra il rosa, la luce emerge dal nero, le tonalità si contaminano e perdono progressivamente i propri confini. Il gradiente diventa metafora visiva di un'identità in trasformazione: uno spazio intermedio in cui uno stato può diventare altro.
Il nero profondo introduce la dimensione più introspettiva dell'identità, quasi uno spazio mentale ancora da esplorare. Ciano e rosa emergono invece come bagliori, intuizioni, aperture. Il bianco porta respiro e sospensione.
Lo stesso principio entra nel monogramma e nel logotipo: il cerchio Hoffman assorbe il gradiente e diventa un punto di concentrazione cromatica, una piccola presenza luminosa all'interno di una costruzione tipografica essenziale.
La nuova identità cromatica nasce dalla stessa idea: rappresentare visivamente un processo interiore che cambia, evolve e attraversa stati differenti.
Abbiamo costruito una palette intorno a ciano, azzurro, rosa, bianco e nero, affiancando ai colori pieni un sistema di gradienti che diventa uno degli elementi più riconoscibili dell'universo Hoffman.
Il colore smette così di essere semplicemente applicato e comincia a muoversi.
Il ciano incontra il rosa, la luce emerge dal nero, le tonalità si contaminano e perdono progressivamente i propri confini. Il gradiente diventa metafora visiva di un'identità in trasformazione: uno spazio intermedio in cui uno stato può diventare altro.
Il nero profondo introduce la dimensione più introspettiva dell'identità, quasi uno spazio mentale ancora da esplorare. Ciano e rosa emergono invece come bagliori, intuizioni, aperture. Il bianco porta respiro e sospensione.
Lo stesso principio entra nel monogramma e nel logotipo: il cerchio Hoffman assorbe il gradiente e diventa un punto di concentrazione cromatica, una piccola presenza luminosa all'interno di una costruzione tipografica essenziale.
Ne nasce un sistema visivo fatto di contrasto e contaminazione, profondità e luce, forma e dissolvenza. Un'identità coordinata pensata non come insieme statico di regole, ma come linguaggio capace di trasformarsi insieme ai diversi touchpoint del brand.
Perché raccontare il cambiamento significa progettare un'identità capace, per prima, di cambiare forma.
Perché raccontare il cambiamento significa progettare un'identità capace, per prima, di cambiare forma.